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Giovedì, 14 Maggio 2020

THE TALK: Le nuove regole del lusso

THE TALK: Le nuove regole del lusso

Fase 2: quali sono le cose positive e le criticità che intravvede in questa ripartenza?
Abbiamo in programma di riaprire il 4 di maggio, e tutto il personale è entusiasta di tornare a lavorare, ma ovviamente, tutto avverrà con la massima cautela. Seguendo le direttive date dagli esperti, abbiamo limitato il numero di persone creando dei turni, e ci siamo attrezzati per effettuare controlli della febbre, e per fornire all’ingresso mascherine di tutti i tipi, disinfettanti per le mani e guanti, e negli uffici, lo staff è distanziato di circa 2 metri. Ciò che può rappresentare una criticità è l’incognita su quando riapriranno i vari mercati in cui operiamo – a giugno, luglio o settembre? - e soprattutto, come. Avranno subito danni irreparabili o riassorbibili in pochi mesi? Di certo c’è che saremo tutti un po’ meno ricchi, ma forse, o almeno lo spero, persone migliori di prima. Per quel che ci riguarda, come famiglia e azienda Coin abbiamo sempre investito in solidarietà, un fattore per noi essenziale, e anche questa volta non ci siamo tirati indietro. Durante questo mese abbiamo sostenuto le strutture del territorio e persino tentato di riconvertire la produzione della nostra fabbrica per la creazione di materiale sanitario, ma purtroppo le nostre macchine non sono risultate idonee. Abbiamo così deciso di ringraziare con un regalo speciale tutti gli infermieri impiegati negli ospedali italiani, che stanno lavorando all’emergenza Covid-19, e che si sposeranno durante l’anno 2020. A ognuno di loro regaleremo una delle nostre fedi Roberto Coin, disegnate e create in edizione limitata per questo progetto. Lo stesso progetto è attivo anche in Spagna nelle città più colpite di Madrid e Barcellona e a Parigi. In UK e in America abbiamo scelto altre attività per sostenere sempre il personale sanitario.

Quanto quest’emergenza ha cambiato, sta cambiando e cambierà il vostro modo di fare business?
Per rispondere a questa domanda parto da lontano, dal 2008- 2009 quando subito dopo la grande crisi di Lehman Brothers si diceva che il lusso avrebbe sofferto per anni. Ciò che invece accadde fu il contrario e il lusso ebbe anni di successo esponenziale. Nel 2008 conoscevamo bene le ragioni che avevano portato a quella crisi. Stavolta, invece, questo virus sembra averci presi tutti in contropiede, sia a livello sanitario che sociale. Anche noi dei mondi della moda e del lusso non eravamo preparati a una pandemia e oggi siamo tutti impegnati a ipotizzare scenari futuri e a cercare risposte. Io sono certo che le armi di cui abbiamo bisogno adesso sono il coraggio e l’immaginazione, ma prima di tutte la pazienza. Prima eravamo ossessionati dalla velocità e adesso ci siamo tutti dovuti fermare perché la natura ha scelto per noi. Ed è dalla natura che dovremo ripartire e imparare. La natura è anche la nostra medicina, sia perché da essa provengono la maggior parte delle cure che usiamo per la salute sia perché ci insegna sempre lezioni di vita, come l’importanza di rispettarla e la necessità di essere uniti per andare avanti. Sono anche certo che ci aspetta un lusso diverso nel futuro, fatto non solo di alta qualità ma di una filiera sana e consapevole, in cui l’eleganza avrà sfumature nuove, fatte di etica oltre che di immagine. Ma attenzione, non sarà un lusso modesto. Mi aspetto una grande e positiva voglia di vivere e di celebrare la vita. In questo senso i gioielli vivranno una nuova stagione, perché sono oggetti simbolici pieni di significato, sono preziosi secondo una scala di valori unica e immutabile nel tempo, che ha dentro sia la materia esclusiva che tanta emozione da raccontare e tramandare.

Su cosa vi siete concentrati in queste settimane?
Ormai abbiamo ben chiaro che il 2020 segnerà una perdita di fatturato compresa fra il 20 e il 30%, ma dobbiamo guardare al 2021 con ottimismo. Nel frattempo, abbiamo cercato di portare alla massima efficienza la fabbrica, i punti vendita, la macchina commerciale, sia qui in Italia che nelle nostre sedi all’estero, a New York come a Dubai. Solo con l’efficienza potremmo essere competitivi. Le conference call sono ormai all’ordine del giorno: credo che superino le 100 in tutto in 4/5 settimane, poi abbiamo realizzato molti video per i clienti, per farli entrare ancora di più nel mood del brand. I clienti si dimenticano facilmente di chi sei, devi essere tu a ricordarglielo, con campagne mirate di comunicazione. Quanto al design, in media realizziamo più di 600 modelli l’anno, e ora stiamo puntando su linee che abbiano un senso per la qualità, nostro elemento di punta, ma soprattutto per il prezzo, in relazione ai tempi che stiamo vivendo. Abbiamo infatti osservato negli ultimi due anni la tendenza a voler comprare più spesso che in passato, ma a prezzi più sostenibili. Un elemento che ci contraddistingue è che abbiamo una grande capacità produttiva, in grado di cambiare continuamente, di adattarsi a nuove richieste ed esigenze, e questo ci permette di restare sempre al passo coi tempi.

Cosa si aspetta, come imprenditore, da parte dello Stato e dell'Europa? Che cosa suggerirebbe per sostenere le imprese e in particolare il vostro settore?
Il governo dovrà fare il suo e l’Europa pure, garantendo a tutti gli effetti e in tempi brevissimi quanto promesso. Temo che continuare a non dare un segnale forte a livello internazionale possa rendere l’Italia un Paese ancora più debole e meno credibile. Questo non ce lo possiamo permettere. Oggi un cambiamento è necessario. Tutti gli Italiani lo sanno e lo desiderano, a cominciare dalla burocrazia e dal sistema Italia, di cui conosciamo ormai bene i limiti e i punti critici. Questo cambiamento radicale darebbe anche all'estero un segnale che il Paese vuole e può cambiare. Sono certo che tutti gli imprenditori forti che hanno una loro credibilità otterranno i finanziamenti necessari dalle banche. Ma gli imprenditori più piccoli avranno bisogno di un sostegno diretto da parte dello Stato, che dovrà finanziarli senza chiedere alle banche. Se siamo ben governati, attraverso segnali concreti e chiari, sapremo reagire con quell’orgoglio e quella genialità che ci contraddistinguono sempre nei momenti critici. Ma ribadisco che la credibilità oggi è più che mai la parola chiave per una rinascita e per un futuro sano e forte.

Visto che è un ottimista convinto, un messaggio positivo per tutti?
Realizzare gioielli è un mestiere molto speciale, perché ti permette di creare bellezza e donare felicità durevole, che si ricorda con affetto. È un “fattore X” che personalmente ho attinto dal mio precedente mestiere: ero un albergatore, un mestiere che richiede più di ogni altro molta umiltà. Devi sempre capire gli umori del cliente e la situazione contingente, e tutto al solo e unico scopo di far star bene tutti, di rendere le persone contente di ciò che stanno vivendo. È un privilegio che hanno pochi, quello di poter regalare momenti memorabili, e per me è stata una scuola di vita straordinaria, che oggi replico in un mondo diverso, ma parallelo, dove la creatività è al servizio del piacere degli altri.

Intervista di Federica Frosini, Editor in Chief VO+
Intervista di Lorenza Scalisi, Senior Editor VO+
Intervista di Antonella Reina, Editor VO+

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